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Due stagioni nel Formula Driver, con i colori del Trc Racing, poi il salto nel rally. A ben guardare i risultati conseguiti da Alessandro Biondo nel corso del primo anno, quello che normalmente rappresenta la fase di apprendistato, non è un azzardo affermare che il pilota pordenonese, di stoffa, ne abbia. I tre primi posti ed il secondo di Classe Rs1.6 su 4 appuntamenti è un ruolino di marcia di assoluto rispetto che fa sbirciare al futuro con ottimismo.

La gavetta nei driver avendo come obiettivo i rally? 

La passione per i rally me la porto dentro sin da giovane, con i genitori appassionati e piloti di moto ho sempre avuto i motori in casa quindi sono sempre stati nella mia vita. Durante gli anni ho credo letto e seguito tutti i giornali e i siti che davano notizie di rally, anche quando era molto difficile averne perchè internet non era come ora e dovevi perdere ore a cercare notizie. Ho sempre avuto il sogno costante di poterci partecipare, ma negli anni l’opportunità non si è mai presentata sino a quando due anni fa ho saputo per caso del corso piloti della TRC Racing e da li si è aperto un mondo. Prima stagione in formula driver in categoria SB andata molto bene, il passaggio l’anno scorso alla SC senza vittoria del campionato ma comunque con qualche successo parziale, e soprattutto il contatto con il Progetto Rally della TRC nella persona di Alberto Vigna che ha fatto si che questo cammino atteso per 18 anni potesse infine iniziare.

Una prima stagione ricca di soddisfazioni.

Direi ovviamente di si, innanzitutto perchè non è stato facile mettere insieme tutti i tasselli. Il primo grande ostacolo riguardava la scelta del navigatore, perchè essendo consapevole dell’enorme importanza del suo ruolo, mi ero imposto di scegliere un navigatore con esperienza. Dopo vari vicoli ciechi, grazie alla Sport And Joy di Pagnacco ho conosciuto Raffaele, col quale siamo entrati velocemente in sintonia e perciò ha fortunatamente accettato di farmi non solo da naviga, ma soprattutto da maestro nel mondo dei rally. La stagione è stata da subito costruita sulla CRZ zona 4 con la Clio RS1.6 dell’Enaip di Udine del progetto rally TRC usata anche da Davide Vigna, la scelta è ricaduta sul Dolomiti Rally per questioni di cuore (luoghi di cui sono innamorato sin da bambino) e sul Carnia per la magnifica gara che è. Doveva finire li, ma grazie ai risultati ottenuti ed allo sponsor Gruppo Cadel che ha creduto in noi abbiamo potuto terminare la stagione con lo Scorzè e l’Alpi Orientali (si lo so che si chiama diverso ora, ma rimarrà sempre Alpi Orientali!) con la Peugeot 106 magnificamente curata da Jacopo Bergamin. Con un misto di fortuna e feeling con la macchina è andata bene ed abbiamo portato a casa la coppa di classe contro il fortissimo Igor Repezza contro cui gareggiamo sin dalla Formula Driver, dove è pressochè imbattibile.

Il momento più complesso e quello più emozionante.

Il momento più complesso è stato dopo il primo passaggio di Resana a Scorzè: la sera prima avevamo fatto un dritto nella speciale spettacolo perdendo 13″, partiti carichi alla mattina e subito un altro dritto con altri 17″ persi contro Igor Repezza e dunque gara che sembrava già compromessa dopo pochi km da scemi. Sulla successiva prova riuscivamo però a recuperare un pò di tempo e dunque a non perdere il treno del tutto, sino alla sfortunata per lui rottura del cambio e dunque fortunata vittoria per noi.
I momenti più emozionanti sono stati tantissimi: sicuramente la notte di Feltrone per l’adrenalina della panoramica e dei suoi salti, il momento dopo il primo giro di Mersino quando abbiamo capito che probabilmente avremmo vinto la coppa; però se devo sceglierne uno è stato sicuramente il primo passaggio sul primo shakedown del Dolomiti. Quando finalmente Raffaele mi ha scandito il fatidico 5…4…3….2…1….VIA! e dentro all’interfono hanno cominciato a fluttuare solo le note ed il rumore della macchina, la strada scorreva tutta per noi e null’altro al mondo esisteva in quel momento.

Domanda d’obbligo: idee e progetti per il 2020?

Purtroppo per le nostre possibilità attuali, sono abbastanza ambizioso a riguardo; dunque l’idea è di salire di livello provando a mettere insieme un programma per un trofeo monomarca nazionale che permetta di avere visibilità e di conoscere gare impegnative e di grande atmosfera, con anche premi che aiutano sempre ad andare avanti. Purtroppo per fare questo salto ci sarà bisogno di qualcuno che creda in noi e nelle nostre potenzialità (appello lanciato!) e sappiamo tutti quanto questo non sia semplice, ma non molliamo senza averci almeno provato. Qualora non dovesse andare in porto, fortunatamente abbiamo una coppa di zona con gare meravigliose, che sarebbe fantastico affrontare il prossimo anno con vetture di N2 per mettersi in gioco contro i piedi molto pesanti che girano da queste parti.

Ringraziamenti

Non avendo avuto nè la possibilità nè le conoscenze per poter costruire tutto questo da solo, devo fare assolutamente dei ringraziamenti, tutti egualmente importanti: innanzitutto ai miei genitori Graziella e Stefano che ha fatto il possibile affinchè io potessi affrontare le prime gare, ed assieme alla mia compagna Stefania hanno dato supporto incondizionato durante tutta la stagione! Dopodichè alla meravigliosa TRC Racing per aver reso possibile ogni cosa, in primis ad Alberto Vigna, Claudio Zamuner, Davide Pavanello e Lorena Zanchetta, ma ovviamente anche a tutte le persone che hanno seguito assistenza dopo assistenza in ogni gara! Ringrazio il grande Raffaele Gallorini per essersi messo in gioco con un pilota che fino a poco prima non conosceva nemmeno, e per aver messo cuore ed anima in questo progetto anche se è abituato a ben altre macchine e palcoscenici. Infine ma non ultimo un enorme grazie a Gruppo Cadel e soprattutto a Daniele Cadel per aver creduto in noi appoggiando enormemente la stagione e permettendoci di realizzare tutto questo.

Intervista di Aris Prodani stampa@motorsportfvg.it