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Si fanno valere i piloti del MotoClub Trieste alla 1^ prova del Camp. Italiano major

Si perde nelle nebbie del tempo, l’origine del nome Matelica, cittadina dell’entroterra marchigiano in provincia di Macerata: per i celti “paese dei prati”, per i greci “luogo di delizie” e per i romani, dal latino, “madre delle acque”.

Facendo ora un salto di secoli, per gli appassionati del motociclismo fuoristrada, questo centro abitato significa enduro.

Innumerevoli e presenti annualmente nel calendario nazionale ed internazionale sono le manifestazioni proposte dal locale Motoclub Matelica guidato dal presidente Alecio Mantini che, per non smentirsi, domenica 30 agosto ha messo in piedi la prima prova del campionato tricolore major, torneo riservato ai conduttori over 35 della Federazione Motociclistica Italiana: 258 i piloti presenti all’imperdibile appello consci della location e della professionalità degli organizzatori che hanno dovuto sottostare, unitamente a loro, alle norme anti Covid-19 in vigore nel nostro paese.

Classico e collaudato il “tutto”: 57 i chilometri di percorso da ripetere 3 volte, 2 i controlli orari, quello del paddock sito nella zona industriale Vocabolo Falceto ed il secondo in località Vasconi, 2 i tratti cronometrati con rilevamento ad ogni tornata e precisamente un enduro test di 5 km. con fondo in terra battuta/sassi, stretto con salite e discese in località Vasconi ed un cross test di 4 km. su prato in località Petrara.

Dopo un fine settimana di sole e caldo il meteo si è guastato alla domenica presentandosi con violenti scrosci di pioggia e vento sostenuto, a tratti, dal terzo quadrante: lavoro quindi per il direttore di gara Maurizio Belli ed i suoi uomini che con l’appoggio dell’ispettore di percorso Mario Rinaldi hanno effettuato modifiche al tracciato per renderlo sicuro e deciso, saggiamente, di revocare il rilevamento dei tempi di passaggio ai CO 3 e 5, lasciando attivi quelli del CO 4 e dell’arrivo.

Oltre alla bravura dei piloti sono stati anche gli scrosci d’acqua gli artefici delle prestazioni dei primi a seconda della presenza e dell’intensità del fattore pioggia al momento del passaggio nelle prove speciali.

Bella ed impegnativa la kermesse quindi, alla quale non potevano sottrarsi i 4 “major” del Moto Club Trieste presenti in terra marchigiana.

Ottima 1^ posizione in classe superveteran per Fabrizio Hriaz (Husqvarna 450 4T) che dopo un inizio tormentato a causa di problemi agli occhiali ed uno score, P 3 – 1 – 1- 4 – 2 – 1 in categoria nelle prove speciali, non lascia scampo agli avversari e con un 1′ e 16” all’arrivo sul secondo, si sistema 26° nell’assoluta di giornata. Sempre attenzione, coerenza e velocità, tre delle sue tante peculiarità che lo portano anche nel 2020 ad essere uno dei pretendenti all’alloro tricolore.

Quarto posto, in classe veteran 4T, per Ivo Zanatta (KTM 350 4T) che con lo score P 6 – 2 – 4 – 2 – 9 – 3 e’ una delle vittime del sopracitato “fattore pioggia” che ha compromesso la sua prestazione.

Sempre positivo Michele Terdina (Yamaha 250 4T) in classe superveteran che porta a casa un 14° piazzamento di tutto rispetto mettendo a segno nel finale di gara buoni risultati parziali che lo rendono soddisfatto della giornata alla luce della caratura dell’evento non certo da sottovalutare.

Alessandro Sandri (Husqvarna 350 4T) in questa competizione, non certo semplice ed avversata dal maltempo, conclude in 22^ piazza la sua fatica.

Per la 2^ gara di Campionato Italiano major, bisognerà attendere fino al 25 ottobre quando ad Enego (VI), a cura del Motoclub Civezzano, andrà in scena il secondo atto.

Ufficio Stampa MotoClub Trieste

info@motorsportfvg.it