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Pink Point of View

Il mondo dei motori raccontato dalle protagoniste del Friuli Venezia Giulia

Elisa Tassile, nata ad Udine nel 1989 e residente a Talmassons (Ud). Dopo il corso navigatori della Sport & Joy, l’esordio nel 2011 in Austria con Alessandro Zanini ha dato inizio alla carriera alle note di diversi piloti e su diversi fondi. Con il dato positivo di aver sempre raggiunto il traguardo.

Iniziamo dall’ ultimo appuntamento alle note di Zardo, solo qualche giorno fa, al Rijeka Rally Ronde. Nonostante qualche intoppo, le cose sono andate piuttosto bene.

Dopo una gara nel 2015 sulla Porsche con un primo assoluto, anche quest’anno ho avuto l’onore di affiancare Zardo sul circuito a Rijeka. Purtroppo all’ultimo abbiamo avuto qualche intoppo con la vettura ma, nonostante tutto, Denny ha saputo, come sempre, dare il meglio di sè con ottimi risultati anche su una vettura per lui nuova e di piccola “taglia” come la 500.

Gli appuntamenti del Rally Ronde su circuito permettono di approcciare alle gare con una decisa riduzione dei rischi. Ma che differenze ci sono rispetto ad un rally tradizionale dal punto di vista del naviga?

Le gare su circuito sono totalmente diverse da un rally. Non avendo veri e propri riferimenti, fondamentale è contare i giri 🙂

Cronometrista e navigatrice. Prospettive diverse ma entrambe utili. Consiglieresti di provare anche ad altri?

Lo scorso anno ed anche questo, ho avuto l’opportunità di cimentarmi come cronometrista alle gare del Baja e mi sono davvero divertita. In una pausa tra una gara e l’altra ho fatto anche la verificatrice sportiva: tutte occasioni che ti permettono di conoscere il motorsport in diversi ambiti.
Sono comunque degli ottimi compromessi per rimanere a contatto con l’ambiente motoristico anche non avendo molto tempo libero a disposizione.

Quali palchi di arrivo ricordi con maggiore emozione? 

Sicuramente per primo il Majano con Celotti nel 2014 con un 1 di classe: per me è stata un po come la gara di casa dato che per alcuni anni ho avuto la fortuna di viverla da dietro le quinte come supporto all’organizzazione. Poi sicuramente l’Alpi Orientali con Pezzarini, sempre nel 2014, una gara tosta terminata con un 3 di gruppo. E non da meno Il 2° Terra del Friuli con Roncali Polo nel 2015 con un 3 di classe, in quella che è stata la mia vera e propria gara di casa.

Quali origini ha la tua passione per i motori?

È nata un po per curiosità un po’ per una sfida con me stessa.
Ho cominciato a seguire qualche gara e poi ho fatto il corso navigatori alla Sport & Joy. Qualche mese dopo mi hanno proposto una gara e da lì è nato l’amore per questo sport e per le gare su terra.

Quali caratteristiche personali metti nel tuo impegno sportivo?

Cerco sempre di affrontare ogni gara con serietà e professionalità.
Come in tutte le cose che faccio ci metto la passione e cerco di dare sempre il 100%
Grinta e motivazione mi hanno sempre accompagnata in questi anni.

Un impegno che ripaga in termini di emozioni

Le emozioni che ricevo da questa passione sono molteplici, dalle farfalle nello stomaco prima della partenza di una p.s. alla pelle d’oca quando seguo le gare da bordo strada.
E’ quella carica che per un attimo ti libera la mente e ti fa scordare tutto, quella passione che a fine giornata, se pur stanca, ti fa sentire felice e gratificata.

Il tuo rapporto con la scaramanzia?

Non mi definirei scaramantica anche se, onestamente, da quando ho iniziato a navigare, fin dalla prima gara, ho sempre indossato qualcosa di rosso sotto il sottotuta. Sarà per questo che sono sempre arrivata a fine gara??

Sei sempre stata alla destra di piloti uomini. Caso o scelta?

Ho sempre navigato solo piloti uomini, non per scelta ma puramente per caso.
Non ho ancora avuto l’occasione, ma mi farebbe piacere anche far parte di un equipaggio femminile. Di donne in gamba ce ne sono!

Parliamo proprio delle donne in un mondo che all’apparenza sembra dominato dai maschi. Quale la tua esperienza?

Sicuramente c’è ancora l’idea che l’ambiente motoristico debba essere tendenzialmente maschile ma, fortunatamente, negli ultimi anni ho visto sempre un numero maggiore di donne avvicinarsi a questo sport. E direi che ci sono anche parecchie donne con le “palle”!
Il mio consiglio è di non farsi intimorire e di raggiungere ogni traguardo prefissato.
E’ comunque uno sport rischioso e non bisogna mai sottovalutare alcuna situazione ma, con serietà e professionalità, si può arrivare ovunque.

Dunque..donne e motori?

Binomio perfetto!

Intervista di Aris Prodani stampa@motorsportfvg.it